La storia del paese di Camagna



IL PAESE DI CAMAGNA 

 Al turista di passaggio tra queste colline non può sfuggire l'insolito profilo di Camagna, oggi inserita nell’UNESCO come patrimonio dell’umanità, dominato com'è dalla sua chiesa parrocchiale: la maestosa cupola ottocentesca opera dell'architetto Crescentino Caselli . Se è difficile risalire con certezza alle origini di questo edificio, situate in un periodo storico che va dal V all' VII sec., è però documentata l'esistenza di insediamenti romani e goti in tutta l'area comunale di Camagna, come dimostrano i frequenti toponimi di cui è ricca tutta la zona. Di impianto romano risulta la strada che unisce Occimiano a Fubine, passando per Conzano, Camagna e Cuccaro e lo stesso toponimo CAMAGNA potrebbe presentare un'origine romana, da CA(casa) - MANIA (dal personale romano Manius), anziché altomedioevale, da CA' MAGNA (Casa grande). Ai tempi delle invasioni barbariche si fusero alla popolazione locale Goti e Longobardi e, col passare dei secoli, sorsero così molti dei nostri borghi medioevali, compreso Camagna. A partire, probabilmente, da Carlo Magno e attraverso successive donazioni, i territori che comprendono l'attuale comune di Camagna appartennero, dal XII sec., agli Aleramici, che li trasmisero ai Paleologi ed ai Gonzaga. Questi ultimi mostrarono di gradire particolarmente i vini prodotti già allora a Camagna, ordinando sovente barbera e grignolino per la cantina del loro castello di Casale. Camagna si sviluppa su un colle che, situato tra i torrenti Rotaldo e Grana ed offre un panorama stupendo: i paesi di Conzano, Lu, Cuccaro e Vignale dal versante sud, Olivola, Frassinello, Rosignano, Cellamonte e Terruggia dal lato opposto, il tutto delimitato in lontananza dalla catena delle Alpi e dall’Appennino Ligure, che racchiudono lo sguardo in una cornice ideale. Intorno alla chiesa, il borgo di Camagna si è sviluppato in modo concentrico, con strette vie che raggiungono la cima del colle, sulle quali si affacciano la case di tufo e mattoni tipiche di questa zona.Il toponimo Camania è attestato per la prima volta in un documento del 1224, mentre già nel 1247 compare la variante attuale, Camagna. Territorio romano e successivamente longobardo, in

età feudale Camagna fece parte degli aleramici e ne seguì le sorti. La presenza di una chiesa con dedicazione a Sant’Eusebio è documentata nell’estimo delle chiese, dei benefici e dei monasteri della Diocesi di Vercelli, redatto nel 1299. Nel 1581 la chiesa di impianto romanico fu abbattuta e la sua ricostruzione ebbe inizio nel 1582, la chiesa fu ultimata nel 1621.

Nel 1885-90 l’architetto Crescentino Caselli, ampliò l’edificio, raddoppiandone la lunghezza fino all’attuale misura di 42 metri, fu innalzata la maestosa cupola di 10 metri di diametro e 32 metri di altezza. Sul culmine della cupola fu collocata la statua della Madonna in lamina di rame dorato, alta oltre m 3.

Il paesaggio collinare del Monferrato è fortemente condizionato dalla sua storia geologica: vi affiorano infatti rocce del periodo miocenico tra cui la pietra dei cantoni ( tufo ) che per la sua caratteristica veniva utilizzata nella costruzione delle case. L’attività estrattiva delle arenarie ( blocchi )in passato è stata diffusa a tal punto che moltissimi edifici in Monferrato sono stati realizzati completamente in cantoni di tufo. Intimamente legati alla cultura del vino e all’esistenza delle arenarie facilmente lavorabili, sono anche gli infernot scavati sotto le case a più livelli per custodire le bottiglie di vino di maggior pregio, generazioni di camagnesi le hanno realizzate con pala e picconi in epoche in cui la vita del contadino era scandita dal forzato riposo invernale e il duro lavoro non faceva paura a nessuno, oggi grazie a queste opere Camagna è stata inserita nell’UNESCO. 

Altra caratteristica di Camagna e la “Culieta” nome di una vecchia pietra che secondo la tradizione indicava ai camagnesi le imminenti variazioni metereologi. Il paese pur essendo piccolo è dotato di: Municipio, Ufficio postale, Farmacia, biblioteca, Ristorante, bar, proloco, queste strutture contribuiscono alle comodità degli ospiti.

La festa del paese ricorre il primo giorno di agosto e per tutti i fine settimana del mese gli amici del bar e della pro loco allestiscono lunghe tavolate in strada per dove propongono serate con grigliate, agnolotti, panini.

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