ECOMUSEO DELLA PIETRA DEI CANTONI


L’Ecomuseo della Pietra da Cantoni racconta e valorizza la particolarità e l’unicità della vita, della storia, del paesaggio e dell’arte del Monferrato casalese.
Promuove iniziative volte al recupero della memoria collettiva non solo come testimonianza storica e di vita famigliare e sociale, ma anche per rivitalizzare e reinventare il ruolo funzionale ed economico rispetto all’attività e alle produzioni tipiche locali.
Rappresenta uno strumento con cui innescare delle dinamiche di sviluppo locale ed è una iniziativa che apporta al territorio nuovi valori sociali ed economici.

L’Ecomuseo della Pietra da Cantoni ha realizzato a partire dal 2009 il progetto artistico ‘Arte & Natura’ con la collaborazione di diversi artisti che nel corso delle edizioni si sono alternati nella realizzazione di collettive curate dall'artista Michelle Hold.

La Pietra da Cantoni del Monferrato Casalese è una delle pietre da costruzione mioceniche più pregiate, insieme alla Pietra Leccese e a poche altre, reperibili sul territorio italiano.
La sua storia geologica, come quelle di numerosi depositi miocenici simili, è legata alla formazione della catena appenninica, che causò variazioni del livello del mare, con conseguenti periodi di emersione dei fondali marini e formazione di vere e proprie isole.
Una di queste occupava gran parte del Monferrato casalese all’inizio del Miocene (Aquitaniano-Burdigaliano inf.), a partire da circa 22 milioni di anni fa. Il suolo di questa isola era formato dai sedimenti marini più antichi, come le marne da cemento eoceniche della Formazione Casale Monferrato o le più recenti marne oligo-mioceniche della Formazione di Antognola.

La storia della Pietra da Cantoni inizia circa 20 milioni di anni fa (Miocene inferiore, Burdigaliano) quando il mare ritornò a ricoprire parte di questa grande isola monferrina. Nel frattempo il clima era diventando più caldo e il paesaggio doveva essere abbastanza simile a quello delle fasce sub-tropicali e tropicali attuali. In questo mare si depositò appunto la Pietra da Cantoni.

Intimamente legati alla cultura del vino e all'esistenza delle arenarie, facilmente lavorabili, sono gli Infernot piccoli vani ipogei interamente scavati nella Pietra da Cantoni. Si tratta di un’appendice della cantina, priva di luce ed aerazione naturale, ubicata comunemente sotto le case, i cortili e talvolta le strade delle nostre colline. Sono vere e proprie opere d’arte, capolavori architettonici, nati dalla tradizione e dal sapere contadino, realizzati nei lunghi inverni, non da semplici cavatori ma da scultori Monferrini, veri artisti rimasti anonimi nella quasi totalità dei casi.


Molti sono gli infernot presenti sul territorio, 47 sono quelli censiti a partire dal 2002 dall’Ecomuseo della Pietra da Cantoni in collaborazione’Istituto Superiore Statale Leardi di Casale Monferrato. Per ognuno degli Infernot scelti, è stato eseguito un rilievo architettonico e fotografico con la relativa restituzione, sintetizzata in un manifesto e presentata in forma multimediale. Il lavoro, molto interessante e di notevole rilevanza, è già stato in parte pubblicato in due volumi.
Il modo migliore per conservarli è continuare a viverli, come si è sempre fatto, ma con grande rispetto.


 

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