RICORDI DEL MONFERRATO

Sono nato appena dopo la guerra nel basso Piemonte, in campagna dove vivo ancora. Quello che scrivo è il ricordo dei colori, profumi, sapori della mia infanzia. Ricordo le vendemmie nei vigneti con gli amici di scuola, l'uva pigiata a piedi nudi nella Tinozza, piedi e gambe che prendevano il colore del mosto.

Una scala stretta in mattoni che portava in cantina, in cascina dove seduto su uno scalino con in mano una ciotola in alluminio piena di acqua fresca pescata dal pozzo che accompagnava il di pane cotto nel forno del paese e il salame crudo fatto con i maiali della zona.

                                                      La Merenda Sinoira

 

Prima che l’aperitivo iniziasse a scandire i tempi della società bene, e molto prima che i pasti diventassero un’occasione di incontro invece che una necessità alimentare, il concetto di aperitivo-cena esisteva già.

 

 LA MERENDA SINOIRA, ANTENATA CONTADINA DELL'APERITIVO, ORIGINARIA DEL PIEMONTE

 

Quello che oggi è così definito per dare una consistenza nuova al bicchiere assaporato prima di un pasto principale, un tempo rappresentava un’occasione di incontro del sabato che, nel Piemonte rurale degli anni che furono, aveva un nome tutto suo: merenda sinoira.

Va da sé che oggi il concetto di merenda sinoira assume un significato maggiore per chi sa guardare indietro alla storia da cui ha avuto origine. E chi conosce questa storia, oggi quasi sorride al cospetto del cosiddetto apericena poiché la differenza sta tutta nel significato, e quindi nel valore culturale, dei due termini.

Per capire cosa sia la merenda sinoira occorre partire dal contesto in cui nasce.




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