LE BONTA' GASTRONOMICHE


LA GIARDINIERA


La si trova nella bottega del paese di Vignale a 10 minuti da CA’NORINO la giardiniera di Vignale vuoi per il ritorno ai piatti poveri e genuini della campagna la giardiniera è ritornata ad allietare le nostre tavole. La storia racconta che in ogni cascina c'era un orto che serviva al principale sostentamento di tutta la famiglia; nulla andava sprecato, ma quando ad agosto i pomodori erano nel pieno della produzione, oltre a fare la salsa o conserva, si univano tutte le altre verdure dell'orto e si mettevano via nei barattoli per l'inverno. Si raccoglievano i pomodori ben maturi, si cuocevano e si passavano fino ad ottenere una salsa priva di semi e bucce, si univa olio extravergine di oliva, aceto bianco, sale fino, zucchero e quando il tutto riprendeva a cuocere si univa la verdura lavata e asciugata a pezzetti. Prima si mettevano le cipolline e le carote con il sedano, poi i fagiolini e dopo un po' il cavolfiore, per ultimo il peperone giallo e la zucchina: verdura più tenera e bisognosa di meno cottura, foglie di alloro e chiodi di garofano. A cottura ultimata si riempivano i barattoli con la giardiniera ancora bollente, un filo d'olio e si riponevano in cantina al buio. Poi nell'inverno, si andava in cantina a prendere quel tesoro di barattolo

CA’NORINO per i suoi ospiti consiglia una visita presso il negozio di Vignale che confeziona e distribuisce la giardiniera per un acquisto del prodotto, il negozio è posto a lato della strada che porta alla piazza centrale del paese.


LA BAGNA CAUDA


La storia

Un piatto con una lunga storia che, sebbene possa sembrare, dagli ingredienti, povero e quotidiano, è in realtà un piatto per occasioni speciali, di convivialità. È il piatto della fraternità e dell’allegria che, secondo la tradizione, viene preparato per momenti gioiosi (il termine della vendemmia era, ad esempio, uno di questi). Un piatto collettivo che serve per riunire, da consumare tutti insieme per celebrare, insieme, la storia e la terra dei luoghi incantevoli che il Piemonte sa offrire.

Le origini della bagna cauda

Sebbene sia solitamente considerato un piatto genericamente piemontese, la Bagna Càuda è, più specificatamente originario del territorio di Asti, delle Langhe, del Monferrato, del Roero, delle Province di Cuneo, Alessandria e del territorio che si estende a sud della città di Torino. Molte località della regione si contendono la paternità di questo vero e proprio simbolo della sua gastronomia.

Gli ingredienti e la ricetta

La Bagna Càuda è oggi una delle ricette tradizionali piemontesi più conosciute e apprezzate. Benché ne esistano naturalmente numerose varianti, una ricetta “canonica” è stata depositata presso un notaio nel 2005 dall’Accademia Italiana delle Cucina, i cui ingredienti, per persona, sono:una testa di aglio

  • mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva
  • 50g di acciughe rosse di Spagna
  • In pezzetto di burro da aggiungere a fine cottura.Tutti questi ingredienti, attraverso una lenta e paziente cottura vengono ridotti ad una salsa che viene poi servita accompagnata da verdure di stagione cotte o crude (cipolle al forno, cardi, foglie di cavolo, peperoni, barbabietole, cavolfiori, patate, rape ecc) che vengono mangiate dopo essere state intinte nella salsa.

La Bagna Càuda non è solo un piatto tradizionale ma anche un vero e proprio rito conviviale. Viene infatti portata in tavola nel suo tegame di cottura in terracotta (dian) che viene mantenuto caldo da un piccolo fornelletto su cui poggia. Originariamente il fornello, chiamato s-cionfetta, era uno scaldino fatto di coccio pieno di braci vive. Tutti i commensali a questo punto mangiano tutti insieme intingendo la verdura nella salsa e condividendo, insieme, un momento di tradizione e convivialità.



IL FRITTO MISTO ALLA MONFERRINA


Il fritto Misto “ Fricia in dialetto monferrino” è uno dei piatti più caratteristici della tradizione gastronomica piemontese. Dalle origini sicuramente antiche, e forte di una tradizione perpetrata nel tempo dalla società contadina, il suo avvento viene messo in relazione alla macellazione del maiale, animale un tempo assai diffuso nelle aie e pilastro del sostentamento della famiglia contadina.
La creazione di questo piatto era suggerita dall'esigenza di consumare in fretta le parti non idonee alla lunga conservazione, ed abbondanti, che risultavano dopo la separazione delle parti nobili da insaccare per la lunga conservazione e per la vendita. L'ingegno delle cuoche di famiglia, semplici, ma con gusto per il pratico, ha dato vita ad un grande piatto utilizzando un prodotto di seconda linea. Del resto ancor oggi si dice che "del maiale non si butta via niente". Ecco che l'abbondanza di carni, in contrapposizione alla costante scarsità, faceva radunare la famiglia per un evento gastronomico che era una festa. E per farla ancora più ricca, sempre l'ingegno di chi stava ai fornelli, prese l'abitudine di friggere, fegato, polmone, animelle e tante altre golosità, aggiungendo altri alimenti poveri, come ad esempio le carote, i semolini o le mele, creando in questo modo il contrasto dolce-salato che è tipico di questo piatto. La fricia, secondo la tradizione, è composta da 12 parti di cui 8 salate, 2 dolci, 2 accompagnamenti: bistecca di maiale, bistecca di coscia di vitello, salsiccia di puro suino, filoni, animelle, cervelle, fegato bovino, polmone bovino, friciulin di semola, mela in pastella, amaretto in pastella, carote fritte, il tutto accompagnato da bagnet verde.

CA’NORINO per i suoi ospiti consiglia il ristorante La Rocca locale caratteristico del nostro paese per una cena a base di Fritto Misto Monferrino..



IL BOLLITO


Si tratta di un piatto di antica tradizione popolare monferrina, quando ancora gli animali venivano macellatia casa e per sprecare il meno possibile, si cucinavano le frattaglie. Piatto tradizionalmente conviviale e tipico del periodo autunnale ed invernale. Secondo questa antica ricetta, il bollito misto è composto da: tre tagli di polpa ( biancostato, muscolo di coscia, fiocco di punta), 4 ammennicoli (lingua, testina col musetto, gallina, cotechino) e cinque “bagnetti” o salse (salsa verde rustica, salsa rossa, mostarda, cugna, giardiniera), il tutto accompagnato da una barbera ferma e di alta gradazione

CA’NORINO per i suoi ospiti consiglia il ristorante La rocca locale caratteristico del nostro paese un pranzo o cena a base di bollito misto, oppure il ristorante Centrale a Moncalvo uno dei santuari del bollito.



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