IL SANTUARIO DI CREA



A 30 Km da CA’NORINO Situato su una delle più alte colline del Monferrato, nei pressi di Serralunga di Crea troviamo il Sacro Monte di Crea, si snoda lungo la salita che porta al Santuario mariano, e di lì procede lungo un sentiero che, in un bosco di querce e frassini, si inerpica tra le asperità di un friabile terreno roccioso sino ad arrivare alla cappella del Paradiso, posta alla sommità della collina. La storia del Sacro Monte di Crea, inizia con quella del convento e della chiesa di Santa Maria,, meta di pellegrinaggio devozionale sin dal medio evo. La tradizione vuole che, sia stato Sant'Eusebio, vescovo di Vercelli, a salire la collina verso il 350 d.C.; lì avrebbe portato la statua lignea della Madonna col Bambino, ancor oggi venerata, nel 1589, oltre ad attuarsi un ampliamento della chiesa, venne concepito il primo progetto di costruzione delle cappelle del Sacro Monte. Verso la fine del Seicento il Monte contava 18 cappelle e 17 romitori (luoghi di preghiera dedicati ciascuno ad un santo, ad uso dei devoti che, per altra via, ridiscendevano dalla cappella del Paradiso al Santuario); Nel 1735 venne rifatta la facciata della chiesa, secondo l'impianto stilistico barocco che oggi vediamo. Molteplici sono le opere di grande interesse artistico conservate nella chiesa-basilica di Santa Maria, a cominciare dagli affreschi (1474–1479) della Cappella di Santa Margherita, con la Madonna in trono e i donatori e le Scene del martirio della Santa. Tra le opere custodite dalla chiesa va anche ricordata una bella tavola di Macrino d'Alba e, dello stesso autore - collocati nel Museo del Santuario – due deliziosi piccoli ritratti raffiguranti Guglielmo IX del Monferrato e Anna d'Alecon. Una menzione meritano anche la tela di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1565-1625) raffigurante ilPadre Eterno e la tela di Santa Margherita dipinta da sua figlia, Orsola Caccia (1619-1676)Tra i principali scultori che operarono al Monte sin dall'avvio del lavori nel 1589, vanno ricordati i fratelli Tabacchetti, artisti di provenienza fiamminga. La Cappella del Paradiso rappresenta il culmine, fisico e simbolico, del percorso devozionale. Di grande effetto scenico, è il complesso delle sculture in terracotta e gesso che ne popolano la scena, con il gruppo formato da ben 175 angeli che portano in cielo la Vergine, cui fanno corona 300 figure plastiche raffiguranti santi e profeti e una aerea moltitudine di angeli musicanti dipinti sulla volta.

LE CAPPELLE

In origine dovevano essere 15, poi 40 e attualmente 23, più 5 romitori. Si tratta di un complesso di grande valore artistico e religioso, la cui costruzione ebbe inizio nel 1590. I fedeli possono ammirare la ricostruzione di avvenimenti legati alla vita della Madonna, realizzata con statue, rilievi e pitture di voluto stile realistico.

La Recita del Rosario su per i sentieri del monte è ritmata dalle soste davanti alle cappelle che aiutano, con le scene che rappresentano, la meditazione dei misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi.

Statue e pitture sono opera di vari artisti, tra cui si distinguono lo scultore fiammingo Jean de Wespin detto il Tabachetti e il pittore Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.

Particolarmente suggestive le cappelle della "salita al Calvario", opera originale e di forte ispirazione dello scultore casalese Leonardo Bistolfi; della Crocefissione, opera del fecondo Antonio Brilla; dell’Incoronazione di Maria o del paradiso, edificata sulla vetta del monte, in splendida posizione panoramica, notevole per il grande gruppo plastico formato da 175 angeli, sospeso al soffitto, e circondato da una corona di 300 beati.

Questa cappella canta in modo mirabile un festoso inno di vittoria sulle miserie della vita terrena ed è un invito alla speranza più genuina.

Nel 1995, dopo accurati e costosi restauri promossi dalla Regione piemonte e dall’Amministrazione del santuario questa Cappella è tornata al suo primitivo splendore.


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